sabato, gennaio 10, 2009

punti di vista…

L’altro giorno sono andata in biblioteca a studiare, ma proprio studiare eh, ovvero con un libro, i miei evidenziatori e tanta concentrazione… Ok, si direbbe la scelta giusta per lo scopo, ma sono stata troppo avventata nel pensarlo…

Entro e vengo avvolta da una nuvola di profumi vari, da Dolce&Gabbana a Dior, giusto per far capire in che posto sto. E poi mi muovo tra i banchi per cercare un posto libero e mi guardo in giro: sembrava di essere ad un aperitivo cenato (che a noi ce piace tanto) ma di quelli di classe eh, con tutto un luccichìo di gioielli, tintinnare di braccialetti, minigonne all’ultima moda, trucco perfetto, capello piastrato e mani smaltate…

E io che stavo lì col mio jeans e la mia felpona comoda da studio, i capelli legati e senza trucco (perchè dopo qualche ora che leggi ti viene spontaneo stropicciarti gli occhi con le dita e a meno che non si voglia somigliare di proposito ad un panda, credo che matita e mascara siano quantomeno scomodi…) mi sono sentita così a disagio, come se anche lo studio debba essere fashion e anche con l’evidenziatore in mano bisogna farsi vedere al meglio, senza brufoli e unghie non perfette…

Forse la mia è solo invidia perché in fondo io sono sciatta, un po’ per comodità, un po’ per poca pazienza, un po’ per indole più “semplice”, ma nel momento in cui cerco di concentrarmi nella preparazione del mio esame sento il viavai dei fautori delle public relations da biblioteca, il frusciare delle gonne tra accavallamenti e ammiccamenti vari, i pettegolezzi sussurrati (a volte nemmeno tanto), i cellulari che squillano quasi apposta per far vedere l’ultimo modello posseduto comincio a pensare di essere l’unica o almeno una delle poche che riconosce la biblioteca come luogo di studio e di lettura e non come il bar sotto casa dove andare a fare quattro chiacchiere o una Piazza Salotto al chiuso per fare lo “struscio”…

Comunque a questo punto penso di aver visto davvero di tutto in biblioteca, gente che pensava di essere da sola e ripeteva ad alta voce, una ragazza che addirittura contava ad alta voce; ragazze che si ripassavano matita e rossetto per andare a prendere il caffè, coppie che pomiciavano per ore intere, ma pomiciamenti intensi eh! E poi soliti cellulari che squillano (a volte a vuoto perché i proprietari li lasciano al posto mentre magari sono fuori), ragazzi assolutamente incapaci di sussurrare che raccontano i fatti propri a decine di persone e persone che arrivano alle nove, occupano qualche posto (impedendo ad altri di sedervisi), sussurrano ad un amico “ci prendiamo un caffè?” e le rivedi nel tardo pomeriggio, mentre tu ti chiedi se il caffè siano andati a macinarlo direttamente in Brasile…

14 commenti:

Guinness ha detto...

il frusciare delle gonne tra accavallamenti e ammiccamenti vari
E NON MI CHIAMARE MAI, MI RACCOMANDO!!!

Fed ha detto...

beh, almeno in facoltà la biblioteca era usata come campo da duello per pistole d'acqua (questo in estate, in inverno non ci sono mai stata).
Guarda, ti dò un consiglio: io e le mie due compagne di studio andavamo a studiare in un bar pizzeria di fronte all'università, si stava benissimo.

paperogaedintorni ha detto...

era una biblioteca o un lupanare? a me bastava un solo squillo di telefonino per sacramentare ad alta voce. diavolo, pure le biblioteche sono diventate succursali di idiozia contemporanea?

Sally Cinnamon ha detto...

@paperoga: sinceramente a questo punto non ho idea...

Alberto ha detto...

E quel S I L E N Z I O, dove è andato a finire?

Sally Cinnamon ha detto...

@Alberto: sarà andato a braccetto con la voglia di studiare... :(

ndipity ha detto...

stai parlando della biblioteca comunale?
se sì ti capisco °_°
quelle poche volte che ci sono stata sono tornata a casa completamente traumatizzata!
sembra un bar, non una biblioteca.

Sally Cinnamon ha detto...

@ndipity: no, parlo della provinciale ;)

confinidiversi ha detto...

come ti capisco. Anche io vado spesso in tuta e felpa, per comodità. E anche dove sto' io, ci sono biblioteche così. E io studio praticamente solo in biblio. Per fortuna qualche anno fa,ne ho trovata una poco frequentata, dove se sposti una sedia ti guardano male. Biblio dolce biblio..

Stefano Gallagher ha detto...

Ma questa è la decisione precisissima della biblioteca di Savona! :O

Buuu per gli esami di economia! Aboliamoli!

Sally Cinnamon ha detto...

@confinidiversi: devo iniziare a girare per biblioteche più piccole, il problema è che questa è l'unica che fa orario continuato quindi posso andare quando ho tempo senza dovermi preoccupare che dopo un'ora chiuderà...

@Stefano Gallagher: l'esame si avvicina e io manco studio economia!!

Spinoza ha detto...

L'unica è incazzarsi. Tipo, a voce alta: "Li vogliamo spegnere, sti cazzo di cellulari, che qua c'è gente che cerca di studiare?" oppure: "perché non andate fuori a chiacchierare?"

E' l'unica. Finché non la metti in imbarazzo, la gente non capisce niente.

Ieri in un negozio c'erano 4 cretine che si erano messe a chiacchierare di fronte all'unica uscita. E non davano segno di spostarsi. A voce bella alta, cosicché mi sentissero tutti, ho detto: "La gente però dovrebbe uscire sapete, se voi state in mezzo non ci si riesce." Si sono tolte in un battibaleno.

Sally Cinnamon ha detto...

@Spinoza: la chiacchiera sulla porta dei negozi è un must, mi capita almeno sette volte in ogni giro di shopping...

ndipity ha detto...

ovviamente intendevo provinciale ma ho il cervello sotto spirito U_U

 

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