lunedì, ottobre 10, 2011

Cinema d’autore

Questo week end Sky, per il raggiungimento dei 5 milioni di abbonati, ha regalato a tutti i suoi clienti la visione gratuita dei canali cinema e prima fila. Bene, ho pensato, senza calcio per “colpa” delle nazionali, almeno mi guardo qualche film, visto che io cinema l’ho abolito da quasi un anno…

Ieri sera, in preda alla disperazione prt l’astinenza da calcio, ci mettiamo alla ricerca di un film da vedere e decidiamo di dare un’opportunità al cinema italiano, visto che, alle 21, trasmettevano Maschi contro Femmine e gli amici ne avevano parlato piuttosto bene, come “carino” e “divertente”. Un film leggero, immagino, da passarci una domenica sera, ma con qualche contenuto. Lo penso io…

Il film non solo è di una banalità terribile e una continua riproposizione di clichés (passatemi il termine plurale che l’ultima volta che ho parlato francese facevo la terza media) ma porta con sé delle assurdità a dir poco esilaranti, che io e il fidanzato-fidanzatissimo ci guardavamo ogni venti minuti chiedendoci come cavolo fosse possibile produrre un film tanto idiota. I punti essenziali dell’inutilità di questa pellicola sono (ci sono spoiler, chi non avesse vistoil film e volesse deliziarsi con questa commedia italiana brillante e nuova non legga):

  1. ho capito che non sei un colossal, che ci servono “i dindini” per fare un film, ma che una delle protagoniste (Carla Signoris) lavori in “Impresa Semplice”, inquadrando il logo almeno 15 volte e dicendo il nome costantemente in tutto il film mi sembra onestamente troppo…
  2. di solito, quando non si è sicuri del sesso del bambino i ginecologi lo dicono, non è che ti dicono che è sicuramente femmina e poi è maschio, credo che un minimo dubbio te lo mettano in conto, e tu che fai? Dipingi la stanza di rosa e compri tutto color cipria? E poi dal mio punto di vista deve finire la storia che le femmine ci hanno tutto rosa e i maschietti tutto blu: io avevo tutto azzurro da piccola, dalle lenzuola ai vestitini, perché mamma comprava le stesse cose a me e mia sorella (con sei anni di differenza, manco a dire due gemelle) solo di colore diverso. La mia vita non è certo peggiore delle ragazze cresciute a rosa antico e fuxia…
  3. Fabio De Luigi interpreta l’allenatore di volley in una squadra di serie A, ad un certo punto è entrato nello spogliatoio a fine partita dove le sue giocatrici si stavano vestendo dopo la doccia ed erano tutte ignude e per loro era una cosa normalissima: ma normalissima un corno! Non si è mai vista una cosa del genere! Non credo proprio che abitualmente gli allenatori vedano le giocatrici nude, credo che la professionalità metta dei limiti, no?
  4. sempre nel pezzo di De Luigi, la squadra ha una giocatrice decisamente scarsa, ma un conto è non essere talentuosissima come qualcuno, un conto è non sapere manco come rimandare la palla dall’altra parte, ma chi glielo fa un contratto di serie A ad una cubana che non potrebbe fare la riserva nemmeno in Under14? Decisamente poco, ma proprio poco credibile…
  5. ancora nella storia di De Luigi, ma qui vado più nel tecnico del volley; c’è un classico: ultimo punto, la giocatrice decisiva è in battuta, l’altra squadra riceve malissimo e non so come cavolo faccia l’opposta a schiacciare così bene, comunque la squadra di De Luigi riesce a riprendere la palla e la stessa giocatrice che era un battuta ora si trova in posto 3! Praticamente dal servizio va in prima linea, cosa decisamente fallosa nella pallavolo, se sei di seconda linea non puoi superare la linea dei tre metri. E poi, anche se fosse, ne parlano come di una schiacciatrice, e allora perchè va in posto 3, dove notoriamente giocano le centrali? Non ha le leve di una centrale e non ha proprio senso tatticamente, oltre ad essere un fallo che l’arbitro ti fischia…
  6. storia di Nicolas Vaporidis: lui ha un’amica lesbica e tutt’e due si innamorano della stessa ragazza che, confusa sessualmente, sta con entrambi. Dopo varie peripezie lei deve scegliere tra i due e OVVIAMENTE sceglie di essere etero. Figuriamoci se potevano fare un amore lesbo al cinema. D’altronde siamo abituati a cose del genere nella tv italiana
  7. ma la cosa più brutta e squallida di tutte è il teatrino che si crea tra gli amici di De Luigi (tra cui Claudio Bisio) che si incontrano ogni tanto per giocare a Risiko o altro e che fanno un discorso terribile sulla normalità del tradimento nel matrimonio, soprattutto se la tua donna è incinta o ha appena partorito. I problemi non si risolvono con il dialogo, la comprensione, la collaborazione, no, ma con una sana scopata, possibilmente una volta sola e con qualcuna che tua moglie non conosce affatto.

Dopo questa visione triste dell’amore e del rapporto di coppia, dopo i soliti cliché triti e ritriti (il ragazzo con la migliore amica lesbica o il contrario, il playboy che smette di esserlo perchè si innamora letteralmente della “ragazza della porta accanto”), dopo la crisi di mezza età di una donna che scopre suo marito a letto con una ventenne strafiga (e l’unica scusa che lui riesce a trovare è “toh, pensavo fossi tu”, patetico…) che, guarda caso, si accetta dopo che ritrova l’amore con il suo collega perso per lei da una vita, ma di cui, caso strano, lei non si era mai accorta né aveva capito che provava dei sentimenti per lei…

Basta, ho smesso di dare opportunità al cinema italiano, almeno a quello attuale. Almeno devo smetterla di credere a quello che dicono gli amici quando parlano di film.

9 commenti:

Guinness ha detto...

Cioè, era un film di Fausto Brizzi. Da qui a fare di questo il "cinema italiano" ce ne vuole.

Sally Cinnamon ha detto...

Eh ma boh, io non conosco quasi niente del cinema italiano, mi sono fidata di quei quattro zozzoni dei miei amici :D

Isabel ha detto...

concordo che non è la cosa più bella che ho mai visto, però passabile dai!

Sally Cinnamon ha detto...

@Isabel: io l'ho trovato tanto triste invece... Ci sono stati film leggeri ma che ho rivisto volentieri, come "notte prima degli esami" (seppur con degli errori madornali che ho beccato la prima volta che l'ho visto). Questo non lo rivedrei una seconda volta...

volevofarelaprincipessa ha detto...

Vabbe ma c'è la Cortellesi..e che le vuoi dire?! (a parte che zelig se lo poteva evitare , intendo) :D

Farnocchia

Signor Ponza ha detto...

Il cinema italiano proprio fa fatica a scostarsi da questo genere, la commediola poca ragionata e buttata lì solo per strappare qualche sorriso. E' vero che i mezzi non sono paragonabili a quelli degli USA, ma secondo me manca proprio il coraggio di provare qualcosa di nuovo.

nataadaprile ha detto...

Più o meno, le stesse considerazioni fatte da me la prima volta che ho visto il film.
Se ti va, passa dal mio blog, l'ho aperto da poco: http://nataadaprile.wordpress.com/
Saluti :)

Sally Cinnamon ha detto...

@volevofarelaprincipessa: sicuramente, a me lei piace, ma il film in sé è veramente una boiata...

@Signor Ponza: hai detto una cosa sacrosanta ;)

@nataadaprile: entrata, visto, piaciuto :D

Nicky ha detto...

Tendenzialmente la penso come te, infatti questo genere di film, finisco con il guardarli già prevenuta e non riesco, quasi mai, a parlarne bene neanche dopo....
Maschi contro femmine non l'ho finito..mi sono addormentata.:D
Però dai il cinema italiano non è tutto da buttare..e abbiamo fortunamente qualche regista (vedi Sorrentino) che lo sta risollevando..Il Divo è un capolavoro! ;)

Nicky

 

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