venerdì, dicembre 19, 2008

Vuole la carta dei vini?

Più passa il tempo e più mi accorgo di non cogliere l’anima elitaria di questa città, di non esser abbastanza chic e sofisticata per godere appieno delle bellezze e delle gioie di Pescara…

L’altro giorno passeggiavo intorno a piazza Salotto e mi sono imbattuta in bar ultrachic e rinomatissimo con un marchingegno stranissimo che soffiava fuori aria ionizzata! E poi andando avanti cartelli con le specialità della caffetteria: colazione continentale (eh, sai com’è, faceva troppo provinciale scrivere cornetto e cappuccino) e ottimi APERITIVI CENATI. Ma dico io, sti cavolo di aperitivi cenati, ma non potrebbero abolirli? cancellarli? distruggerli? se c’ho fame vado a cena, punto. E faccio la festa alla pecora del paese, altroché, mica due stuzzichini con paté d’olive e foie gras in gratin con un trionfo di carotine a julienne che fa tanto stVafogaVsi è tVoppo volgaVe…

E poi mi cascano le braccia quando, trascinata dagli amici e “fare l’aperitivo” chiedo una bionda alla spina e mi dicono che non ce l’hanno, allora rincalzo con una birra in bottiglia e mi sento rispondere con fare tra il disgustato e l’inorridito “no, guardi, non vendiamo birra, vuole la carta dei vini?”. Ah beh, scusate se sono troppo “volgaVe” con il mio bicchierone colmo di fresco e dissetante liquido luppoloso, vicino a voi con i calici di vino “fruttato” o “delicato al palato” scelti con cura consultando religiosamente la carta dei vini come esperti di settore… E io, povera copia dei cugini di campagna, che il vino lo bevo solo nelle bettole di provincia, quello ignorante, del contadino, che macchia la lingua e se sfortunatamente ti sporchi qualcosa stai sicura che dopo dieci lavaggi starà ancora lì, ma ci sta bene con l’arrosticino…

Non paga di queste scene raccapriccianti continuo la mia passeggiata e mi trovo di fronte una delle opere più orribili su il mio occhio abbia avuto il dispiacere di poggiarsi: la fontana Huge Wine Glass di Toyo Ito, un terrificante blocco di vetro dentro il quale cola un raccapricciante velo di liquido (che in realtà èun blocco anch’esso ma credo volesse dare l’idea del movimento) ROSSO, che dovrebbe rappresentare il vino (credo, eh, il nome non lascia molti dubbi) e invece embra che qualcuno si sia andato a spatasciare sulla base alta di sto mostro e il suo sangue coli all’interno del blocco…

Davvero macabro…

Eh, ma io so troppo campagnola, non capisco la profonda arte di questo architetto che ha dato a Pescara una scultura che la eleverà dal provincialismo e la porterà nell’élite, tra aperitivi cenati e colazioni continentali, mentre un mostruoso marchingegno soffia aria ionizzata…

4 commenti:

Fed ha detto...

Allora, tanto per cominciare non è vetro ma ben più nobile... com'è che l'hanno chiamato? cristallo qualcosazato, che in pratica è il plexiglass.
Quanto al resto... quando mi ci porti a fare un aperitivo cenatooooooo??? ahahahahahaha!!!
Una vera pecoreccia come me sembra fatta apposta per un bar così! :)

Comunque se ti può consolare, ogni volta che passo davanti alla fontana trovo capannelli di gente che si chiedono che cosa significa, che senso ha, e se non se ne poteva francamente fare ameno.

Sally Cinnamon ha detto...

mia cara Fed, io e te andremo nel bar più chic e rinomato della città con la nostra aria campagnola a fare le stVafogone volgaVone :D Tieniti pronta :D

Guinness ha detto...

Però se mai si tenta di uscire un attimo dalla provincialità le vedo dura toglierci la fama di patria dell'arrostello e della sagra delle pizze fritte.
Poi possiamo discutere quanto vuoi sui metodi e sui modi, ma criticare tout court proprio no :)

Ad esempio il vino: siamo il produttore più prolifico e quotato in Italia e una pernacchia ad una carta dei vini fatta bene (a favore magari del pessimo mischione che si chiama "vino della casa") non la farei proprio, perchè serve ad uscire dalla provincialità di cui sopra.
My two cents

Sally Cinnamon ha detto...

@Guinness: forse non hai capito cosa intendevo... Il problema è che tutti quanti sono diventati dei grandi intenditori di vini a quanto sembra, tutti li a fare i fighi con i calici decandando le qualità del vino scelto, gente che non c'ha mai capito niente e mai se n'è interessata solo perchè adesso "fa figo" fare gli intenditori. Non volevo intendere che non venga prodotto buon vino, forse mi sono espressa male :D

 

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